Ferrero, la Samp e la cessione: Vialli sente l’odore del sangue

Aperta la busta, trovato l’inganno. Da quando si sono diffuse le notizie sui presunti guai finanziari di Massimo Ferrero, la Sampdoria sembra essere tornata ufficialmente in vendita con i giornali che girano il coltello nella piaga trovando un acquirente al giorno alla Sampdoria.

Ultimo in ordine di tempo Alessandro Ruggeri, ex patron dell’Atalanta. Che peraltro ha da poco smentito all’Ansa un suo possibile interessamento per la società blucerchiata. Ma, se invece di affidarci ai giornali, provassimo ad usare la logica capiremmo come sia chiaro che, ad oggi, l’unica notizia fondata su un’eventuale cessione sarebbe una notizia che nel testo comprenderebbe il nome di Gianluca Vialli.

Nessun acquirente possibile se non Vialli

Per quanto la società abbia i conti sani, e per quanto sia appena stata premiata dal Cies come miglior squadra in Italia in ambito di plusvalenze, al momento non interessa a nessuno. O meglio. Al momento nessun imprenditore – famoso o sconosciuto che sia – ha presentato un’offerta.

Chiamatemi illuso, pazzo o idiota: poco importa, ma penso che l’unico che possa davvero acquistare la Sampdoria sia Gianluca Vialli, proprio colui che questa estate ci andò vicinissimo. E i motivi sono semplici.

In estate Ferrero con il prosciutto sugli occhi: ma adesso, se si ripresentasse, sarebbe costretto ad accettare l’offerta di Vialli

In estate Massimo Ferrero non aveva nemmeno la minima idea dei guai che si sarebbero presentati, entro pochi mesi, tra Eleven Finance, cinema e quant’altro. E pensò bene di chiedere 150 milioni di euro per una società (che a parte 60 milioni di debiti) fu presa a zero. Provò a fare l’indiano, per così dire. E Vialli rispose “picche”.

Ferrero si sentiva sicuro, sapeva o comunque pensava di poter chiedere una cifra a suo piacimento. D’altronde, male che fosse andata si sarebbe tenuto una società che tutt’oggi è un gioiellino.

Ma adesso le cose cambiano. Ferrero ha ammesso pubblicamente che la Samp si trova in vendita e, considerato l’attaccamento di Vialli alla società e l’attuale situazione economica personale del patron blucerchiato, l’unico che potrebbe veramente presentarsi è proprio l’ex attaccante, consapevole che questa volta giochetti al rialzo non ce ne saranno. Ma ci sarà solo, e per una cifra congrua, la fretta di vendere.

Verissimo che Vialli a novembre dichiarò ufficialmente conclusa ogni trattativa, ma adesso potrebbe trasformarsi in uno squalo che sente l’odore del sangue, per dirla metaforicamente.

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