Come diventare “residente” della Sampdoria in meno di 6 anni

Da presidente a “residente” il passo è breve. Chiedere a Massimo Ferrero per credere. Sono passati poco meno di 6 anni da quel famoso (e ormai tragico) 12 giugno 2014, giorno in cui l’ex patron Edoardo Garrone annunciò la cessione della Sampdoria.

In sala stampa, davanti a decine di giornalisti più increduli dei tifosi, si presenta un personaggio (in tutti i sensi del termine) romano, basso, di mezza età, e nessuno riesce a capire da dove sia saltato fuori. La risposta fu “dal mondo del cinema“, perchè effettivamente Ferrero lavora in quell’ambito, ma nessuno prima del 12 giugno 2014 ne aveva mai sentito parlare. O almeno nella Genova blucerchiata.

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Dubbi a parte, i primi 3 anni di Ferrero sulla poltrona più alta della società non sono andati così male. La Samp è diventata all’improvviso un giocattolo sforna-talenti (e che talenti!), una delle società di Serie A con i conti più sani e una squadra che a parte in due stagioni (questa e quella con Zenga) ha sempre lottato per l’Europa League. O, perlomeno, è sempre arrivata tra i primi dieci salvandosi già a febbraio (infatti è sempre crollata di netto da marzo in poi, a salvezza ottenuta).

Da Eto’o ai talenti come Torreira: cosa si è inceppato?

Nei primi anni di Sampdoria il signor Massimo Ferrero effettivamente ha fatto sognare i tifosi, a parte una dichiarazione azzardata dopo neanche un anno di presidenza: “Entro 3 anni porterò lo scudetto a Bogliasco“. Scudetto che, proprio a Bogliasco, stanno ancora aspettando.

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L’arrivo di Eto’o nel 2015

Ma tornando ai primi anni di presidenza, a Genova si vedono sbancare top player come Samuel Eto’o e futuri top player come Lucas Torreira, Shkrodan Mustafi e Milan Skriniar per citarne soltanto alcuni. O Dennis Praet, per citarne altri.

Top player non solo per le prestazioni sul campo (Torreira, Skriniar e Mustafi di una classe sopraffina), ma anche per il lato economico delle operazioni. Torreira fu prelevato dal Pescara per un milione di euro e rivenduto a 30 milioni all’Arsenal, Mustafi fu preso a gratis e venduto per altri 8 milioni al Valencia, Skriniar comprato a poco meno di un milione e venduto per altri 10 più il cartellino di Caprari (tra l’altro venduto in questo Gennaio a 15 milioni) all’Inter.

Insomma lo scouting funzionava, i conti tornavano pian piano in ordine e la squadra non ne risentiva sul campo, merito anche di un certo Marco Giampaolo che, rimpiazzato un talento, sapeva subito forgiarne un altro.

Dichiarazioni sbagliate, mercati incomprensibili: come rovinare un giocattolo perfetto

Prima di me la Sampdoria la conoscevano soltanto fino a Recco“, “Sono un tifoso della Roma e sogno di acquistarla” e altri racconti. Perchè sia chiaro: all’origine delle contestazioni degli ultimi due anni non ci sono strettamente le decisioni di mercato, piuttosto ci sono le dichiarazioni infelici e i comportamenti dell’attuale presidente.

Poi è logico: operazioni come quella che ha portato Lèris a Genova per sostituire Praet o come quella che ha portato Chabot per sostituire Andersen non aiutano.

Il carico da 90 poi, per arrivare ai giorni nostri, sono i guai delle società private di Ferrero, la caduta del Cda, la trattativa fallita con Vialli (volutamente fallita, dal momento che 100 milioni per una società che hai preso a zero a parte 60 milioni di debiti non sono affatto noccioline!) e la gestione delle relazioni con i tifosi.

Ferrero ha un solo modo per rientrare nelle grazie dei tifosi: vendere

Il residente, dunque, si ritrova a un punto di non ritorno: o vende o rischia di finire in rosso. Pare infatti che per sanare i debiti della sua Eleven Finance debba vendere, e cedere la società a Vialli in estate avrebbe sicuramente fatto comodo.

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Cessione, addio a Genova e solo così si potrà rientrare nelle grazie di quei tifosi che, da ormai due anni abbondanti, sono giunti all’esasperazione. Esasperazione che comunque non ha mai fermato la loro passione, non ha mai lasciato lo stadio vuoto, rendendo quella blucerchiata la tifoseria più bella del mondo anche per questo motivo.

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